mercoledì 19 giugno 2013

La Borsa delle Interviste: Le Borse della Rosa dei Venti


Torna il nostro spazio dedicato alle interviste per conoscere meglio i brand di borse realizzate con materiali di riciclo e visto che finalmente è scoppiata l'estate e che tutti vorremmo partire su una barca a vela alla volta di mari sconosciuti, oggi parliamo di borse realizzate proprio con le vele delle navi e degli antichi velieri. Si tratta del marchio Le Borse della Rosa dei Venti. Per l'occasione ospito Antonella Marsili, una delle ideatrici di queste originali borse, tutte pezzo unico!

DA DOVE NASCE L'IDEA DELLE BORSE DELLA ROSA DEI VENTI?

Ho lavorato nel mondo della moda appena finita l'Università, è sempre stato il mio desiderio, e durante il mio lavoro ho sviluppato una passione per gli accessori ritenendoli i protagonisti assoluti degli oufit di ogni donna. 
Un mio caro amico ha una veleria e vedendo tutto il materiale che veniva "smaltito" ho pensato di creare con quel materiale borse fashion da usare ogni giorno, non borse sportive ma eleganti e pratiche. 
Due anni fa è partito il progetto con i primi 4 modelli che richiamano le vecchie borse di culto di ogni donna ma riviste nei volumi e nelle caratteristiche.
Le borse hanno i nomi dei venti proprio per richiamare la loro provenienza. 
 
QUALI TELE VENGONO USATE PER LE BORSE E QUALI CARATTERISTICHE HA OGNUNA DI QUESTE TELE?

Le vele utilizzate per le nostre borse sono il DACRON e la TELA OLONA.
Il DACRON rappresenta la vela moderna che viene utilizzata oggi. E' un materiale impermeabile e resitente.
E poi c'è la TELA OLONA, una vela antica (veniva addirittura usata per la copertura dei carri in antichità) ed è la vela originale della Amerigo Vespucci, la nostra nave scuola, a oggi unico veliero che mantiene questa tela come vela. E' una tela in materiale naturale, canapa e lino, spessa e resistente. Il mio socio ha avuto questa tela in permuta per lavori effettuati alla Marina Militare e al momento non ci sono altre borse realizzate in questo materiale di grandissimo fascino.  


QUALE TIPO DI LAVORO C'E' DIETRO A QUESTE BORSE?

Ogni borsa viene disegnata e studiata minuziosamente. E dopo una attenta ricerca degli accessori (chiusure, cerniere etc) e della pelle (rigorosamente conciata in Italia e con tintura vegetale) viene cucita dalle sapienti mani di artigiani toscani,a mano una per una. Questo fa di ogni borsa un pezzo unico diverso da tutte le altre.

QUALI MODELLI PROPONETE PER QUEST'ESTATE? 

Quest'estate proponiamo il colore, tutti i nostri modelli, attualmente sette, sono realizzati con pelle colorata e precisamente nei colori: giallo, fuxia, viola, rosso,verde militare e camouflage. 


 
DOVE SI POSSONO COMPRARE? 

Si possono comperare sul sito oppure nei negozi: Pierfrancesca a Viareggio, Queen a Firenze, Art'in banchi a Rio Maggiore, La contessa del Bengala a Carrara, Francesca m a Napoli, Angolo 54 ad Ancona, I cento fiori a Milano, Mai dire mai a Marina di Carrara.

Ringrazio Antonella Marsili per la sua disponibilità e vi segnalo che Le Borse della Rosa dei Venti le potete vedere anche al WHITE MILANO in Via Tortona 27, dal 22 al 24 giugno. 

giovedì 14 marzo 2013

Come fare una borsa da un maglione (VIDEO)

Sul calendario manca una settimana alla primavera, anche se a Milano negli ultimi giorni sembra tornato l'inverno. Per tutte quelle che in concomitanza con l'arrivo della bella stagione prevedono un immediato cambio degli armadi, vorrei proporre un'idea per riciclare qualche maglione che quest'inverno è rimasto sepolto nel cassetto e mai indossato. Ho trovato su youtube un tutorial facile facile per realizzare una borsa proprio dal maglione che non usiamo più. Spero vi piaccia!


venerdì 8 marzo 2013

KLM: dall'uniforme delle hostess alla borsa eco-chic

"Abbiamo calcolato che il riutilizzo di 11mila uniformi, corrispondenti a 90 tonnellate di tessuto, permette il risparmio di 500 milioni di litri di acqua e 4.600 tonnellate di CO2 in meno". Queste le parole di Olaf Hoftijzer, direttore commerciale di Air France KLM, in merito ad un progetto molto particolare, partito nel 2010, che prevede il riciclo delle uniformi del personale di bordo e di terra di Air France KLM.
Grazie alla collaborazione di aziende tessili e società olandesi specializzate nel riciclo di materiali provenienti da capi d’abbigliamento, le uniformi, dopo essere state trattate, si trasformano in sciarpe e altri prodotti tra cui borse. Infatti, insieme a Omar Mounie, eco-chic designer di Hilary Clinton, le divise dismesse sono state utilizzate per creare borse da donna o etichette bagaglio da reimmettere sul mercato. Il prezzo? Non è certo dei più accessibili, almeno per le mie tasche. :-)
Air France non è nuova a progetti ambientali: nel 2009, infatti, sono iniziate le sperimentazioni di biocarburanti sui voli di linea, poi diventati una realtà nel 2011, quando sulla rotta tra Amsterdam e Parigi sono iniziati collegamenti regolari operati da velivoli KLM alimentati a biofuel, composti da carburante normale miscelato con oli da cucina esausti.

lunedì 5 novembre 2012

Abteil: dalla borsa dell'acqua calda... alla borsa riciclata


Con l'arrivo dei primi freddi abbiamo tolto dalla naftalina maglioni, coperte e tutto ciò che può imprigionare calore prezioso. Senza dimenticare, ovviamente, la borsa dell'acqua calda (detta anche boule). Un oggetto indispensabile anche per Abteil, azienda tedesca produttrice di borse con materiale riciclato di vario genere, che ha pensato bene di riutilizzare quelle in dotazione all'esercito tedesco per confezionare una borsa che vi terrà al riparo dalle rigide temperature invernali!

lunedì 29 ottobre 2012

Come creare una borsa fatta di cravatte (VIDEO)

Di materiali per creare borse riciclate ce ne sono tanti, come avete avuto modo di scoprirlo in questi mesi su questo blog. Nel videotutorial che vi presento in questo post viene utilizzato  un capo d'abbigliamento insolito per creare una borsa: la cravatta. Il risultato, credetemi, è davvero originale ed interessante. 
Buona visione!

 

giovedì 5 luglio 2012

Obi Bag e il riuso di preziosi tessuti vintage giapponesi

Qualche tempo fa sulla pagina Facebook de La Borsa del Riciclo ho pubblicato un video di youtube riguardante il Furoshiki: un semplice quadrato di stoffa col quale si può creare una borsa dai mille usi tutta giapponese. E sempre in Giappone voglio restare perchè vi voglio parlare delle OBI BAG,realizzate dal giovane brand di food lifestyle Altriluoghi. Sono borse che ridanno vita a preziosi tessuti vintage giapponesi: i FUKURO OBI, la cintura del kimono indossata solo nelle occasioni più importanti. Realizzati per secoli secondo tecniche tradizionali e decorati a mano, spesso con l'impiego di filo d'oro e d'argento, gli OBI vanno lentamente scomparendo con una produzione sempre più scarsa e l'impiego di materiali meno pregiati. Scovati dalla designer Miss Moony Midnite, da sempre affascinata dalla cultura giapponese, sono stati reimpiegati per realizzare queste preziosissime borse.
Le Obi bag nascono per recuperare queste tradizioni e dare loro nuova vita sotto forma di una borsa dalle caratteristiche uniche così come la foggia: non esistono infatti due Obi uguali, perciò le borse sono pezzi unici uno diverso dall'altro. In più la lavorazione è pressoché tutta manuale. La loro realizzazione avviene esclusivamente in Italia.




martedì 3 luglio 2012

La Borsa delle Interviste: PelleVino, le vinacce come tintura naturale

I materiali di riciclo non servono solo per realizzare borse, ma anche per tingerle. Piel y Vino, o PelleVino, è un marchio che nasce dalla geniale intuizione di Tommaso Cecchi de' Rossi: le vinacce, ovvero gli scarti della vinificazione, possono essere utilizzate per tingere borse. Mi sono subito incuriosita e ho raggiunto Tommaso via mail per un'intervista che potete leggere qui di seguito.

Ciao Tommaso e benvenuto su La Borsa del Riciclo. La tua azienda, PIEL Y VINO, realizza borse, accessori, maglieria in pelle e cuoio trattati e colorati con gli scarti della vinificazione, le vinacce. Ci racconti come sei arrivato a scoprire che le vinacce potevano essere usate come colorante per borse?

Tutta l'azienda, e quindi tutti i trattamenti, nascono da un vero e proprio serendipity, quelle scoperte impreviste che si fanno mentre si mira a qualcos’altro. Circa cinque anni fa lavoravo nella cantina dell’azienda agricola di famiglia. Un giorno lasciai una borsa di pelle, una vacchetta conciata al vegetale, vicino alla pigia-diraspatrice (la macchina che separa i raspi dagli acini dell’uva), all’improvviso un tubo a pressione della macchina si staccò e lo schizzo colpì la borsa formando delle macchie indelebili dalle tinte rosse inconsuete e dal profumo di vino.
Questo episodio mi fece accendere la lampadina: perché non utilizzare sistematicamente i sottoprodotti della vinificazione per colorare la pelle?

 
Le vinacce di quali vini utilizzi?

Fino adesso ho utilizzato vini della mia terra, la Toscana, quali Trebbiano, Malvasia e Vermentino. Attualmente, però, sto sperimentando i cromatismi di San Giovese e Colorino.

Le tinture sono diverse a seconda del tipo di uva utilizzata? Cos'altro le differenzia?

Si possono utilizzare tutti i tipi di vini sia bianchi che rossi; le quali uve, a seconda delle condizioni climatiche e dal territorio in cui vengono coltivate, creano diverse scale cromatiche, per la caratteristica di essere più o meno acide, alcoliche e tanniche.
Miscelati ai suddetti vini gli estratti naturali in proporzioni diverse creano colori vivi, ossia che si evolvono nel tempo, come tutto in natura.


In parole semplici ci puoi spiegare come avviene il procedimento di colorazione con le vinacce?

Non tutto si può svelare….!Posso dirti che è un metodo industrializzabile, che si avvale di un'azione meccanica ed è totalmente a freddo.


Ci puoi parlare delle collezioni che hai realizzato? 

Il mood delle mie collezioni è la semplicità e la praticità abbinata all'innovazione. Ogni anno cerco di creare un nuovo concetto prendendo ispirazione da tutto ciò che mi circonda.

E' vero che stai esplorando la tintura naturale con estratti da sostanze come la curcuma, il sandalo e gli spinaci?

Confermo. Questo tipo di tintura, "PelleVino Treatment", è stato brevettato da me nel 2008 e lo sto utilizzando per le mie collezioni già dalla prima stagione. Grazie alla ricerca sono riuscito ad ottenere una gamma colori completa che possono essere utilizzati su pelle, carta e tessuti.


Dove si possono comprare le borse e gli accessori PelleVino?

Gli accessori e le borse "Cecchi de' Rossi" sono presenti in svariati negozi in tutto il mondo, come Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Danimarca, Austria, Svizzera, Israele, Libano, Australia, etc….
Per quanto riguarda l'Italia sono a Milano e Salò con "Dada", a Torino con "Via Carlo Alberto", a Firenze con "A piedi nudi nel parco", a Roma con "Lou Lou" e ad Udine con "Boutique Prevedello".

Grazie a Tommaso Cecchi de' Rossi per il tempo dedicatomi, spero di averlo di nuovo come ospite :-)